Chi non è fanatico della filosofia dei gestori, nella villa di cazzano si sente preso in giro. Si definisce “bio luxury villa”, legittimamente crea l’aspettativa di una situazione di lusso un po’ esclusivo. Invece in camera si trovano gli attaccapanni di ferro riciclati dalla lavanderia, quelli che sfondano qualunque abito. Nel frigo mezzo litro di acqua dal rubinetto (da dividere in due). Sul letto “un regalo”: un lungo testo noioso e la figurina di una pianta che da’ il nome alla camera. Sulla testata del letto un ramo di rosmarino…come fossi un tacchino pronto ad andare in forno. Un altro messaggio ti chiede “ti è piaciuto il mio regalo?”: no comment. La chicca è una macchinetta Nespresso nella sala delle colazioni, con le capsule non originali e una targhetta incollata con lo scotch con su scritto “1 €”. La villa è bellissima, le camere spaziose e pulite, le zanzariere non dovrebbero avere i buchi ma pazienza. Leggo, in risposta alle recensioni, un commento del titolare disturbato dal fatto che gli ospiti abbiano cambiato gli asciugamani tutti i giorni: l’ho fatto anche io. L’idea complessiva che si ricava dall’esperienza I questo posto è “voglio ma non posso e sfrutto la filosofia della sostenibilità per risparmiare”. La colazione merita una menzione (in negativo): per soli 12€ a testa (scusate se è poco!) si ha diritto a the-caffè-cappuccino, pane fatto in casa (il mese precedente), marmellata che non si capisce di cosa sia, yogurt in vasetti senza etichetta (ma l’ASL è d’accordo??), una bottiglia di acqua dal rubinetto con dentro un arbusto di menta. Inoltre una torta color cioccolato ma senza cioccolato, senza burro, senza zucchero, senza farina…IMMANGIABILE! E infine, chicca delle chicche, mezzo bicchiere già versato di una sostanza liquida trasparente che il titolare sostiene sia sciroppo di sambuco Proprio non ci siamo.
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