DIRETTORE DELLA STRUTTURA PESSIMO. Arriviamo al resort, stiamo parlando di fine giugno 2025, in nottata a causa del ritardo del volo; naturalmente i giorni di permanenza effettivi da 7 diventano 6, ma non ci si può far nulla. Tutto sembra scorrere per il verso giusto, bel mare, bella spiaggia, personale della ristorazione al mattino mediamente simpatico (spiego il mediamente: non era il massimo ritrovarsi tutte le mattine a colazione una signora alle spalle, sin troppo zelante nel ritirare i piatti vuoti o terminati) e disponibile. Dopo due giorni, rivedendo la pianificazione del volo di ritorno -purtroppo gli unici voli su Lefkada da Roma li opera Ryanair in orari improbabili- previsto per la tarda serata, decidiamo di acquistare un altro giorno presso la struttura per poter usufruire della stanza e di tutti i servizi. In pratica, onde evitare di rimanere senza camera una volta lasciata la nostra (il check out era fissato per le 11), ci rechiamo in reception e compriamo al prezzo di 250 euro il soggiorno dell’ultimo giorno di vacanza. Ripeto, accettiamo di pagare 250 euro per avere a disposizione dalle 11 alle 19, orario in cui saremmo ripartiti direzione aeroporto, una nuova stanza, dal momento che la nostra era già stata prenotata da nuovi ospiti. La mattina del cambio ci rechiamo in reception per ricordare che dobbiamo spostarci nell’altra stanza e gentilmente chiediamo a che ora possiamo effettuare il passaggio. La receptionist con un fare seccato ci comunica che potremo spostarci non appena la nuova camera sarà pronta, dalle 15 in poi. Faccio presente che il motivo per cui abbiamo acquistato una nuova stanza era per averla a disposizione nel più breve tempo possibile, ma ricevo nuovamente la stessa risposta. Chiedo allora di riavere i miei soldi, dal momento che non aveva senso prendere la stanza alle loro condizioni. Sempre con fare seccato e perentorio mi comunicano che non è possibile riavere i soldi indietro. Chiedo di parlare con il direttore. Dalla porta alle spalle della reception, sbuca un uomo visibilmente infastidito con le mani sui fianchi che, guardando ripetutamente da un’altra parte, mi domanda cosa volessi. Gli faccio presente che volevo indietro i miei 250 euro e lui, con fare sbrigativo, aggressivo e zotico mi risponde che non è assolutamente possibile perché così è la regola. Ribatto chiedendo di quale regola stesse parlando, che come direttore il suo compito era quello di gestire la situazione e trovare una soluzione che potesse soddisfarci. Come un disco rotto, ripete che non è possibile e lo fa sempre guardando da un’altra parte, senza un minimo di rispetto per me. Non appena mi permetto di dire che farò una pessima recensione, visto l’accaduto, con fare minaccioso, allora sì guardandomi negli occhi, mi dice “pensa di farmi paura?” e se ne va lasciandomi davanti ai suoi collaboratori, incapaci quanto lui. Signore e signori, stiamo parlando di una struttura che vanta 5 stelle! E il direttore cosa fa? Se ne ritorna nell
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